Sondaggio condotto su 80 studenti riguardo all'AI
Al mondo d'oggi l'intelligenza artificiale è parte fondamentale dell'informatica e del mondo della tecnologia. Essa ha colonizzato praticamente ogni settore dalla tecnologia sanitaria a quella aerospaziale arrivando a quella militare.
Per questo noi del Zeta Computer Club riteniamo che l'intelligenza artificiale non sia solo una questione degli esperti del settore, ma di tutti, e tutti dobbiamo essere consapevoli delle nuove opportunità – e paure – che l'AI porta con sé nel suo viaggio di conquista.
Il nostro club ha condotto un sondaggio su 80 studenti del liceo, con domande mirate riguardanti proprio l'intelligenza artificiale. I risultati – che discuteremo in questo articolo – sono in alcuni casi promettenti, in altri meno, ma a quanto pare avremo delle sorprese nell'esplorarli.
Quale AI hai usato di più quest'anno?
La prima domanda posta agli studenti è semplicissima: Quale AI hai usato di più quest'anno? (80 risposte)
Ebbene, il 51,2% degli studenti interrogati ha risposto Gemini, il chatbot di Google lanciato ufficialmente il 6 dicembre 2023 come evoluzione del precedente chatbot Bard e del modello PaLM 2. Gemini sembra essere preferita per lo studio e la comprensione delle materie scolastiche, molto probabilmente proprio per il legame percepito con Google. Chi più di Google è iconico per la ricerca di informazioni? Inoltre, grazie all'estensione su Android, Gemini è preinstallata sui sistemi di oltre 3,8 miliardi di utenti attivi. (fonte: businessofapps.com)
Non c'è da dubitare sulle strategie di marketing della Alphabet Incorporated.
Per quanto riguarda il secondo posto, la seconda AI maggiormente usata è ChatGPT di OpenAI, con il 31,3% delle preferenze da parte degli studenti interrogati. Evidentemente nonostante le pressioni dei nuovi competitor, come Anthropic, OpenAI riesca a mantenere una leggera forza. Dopotutto, parliamo sempre della compagnia responsabile dell'esplosione di popolarità dell'intelligenza artificiale generativa.
ChatGPT è sicuramente ottima per la ricerca – grazie alla funzione Deep Research – e per il codice, grazie a Codex. Tuttavia, molti utenti segnalano problemi riguardanti le informazioni non verificate e alcuni bug. Nonostante ciò, ChatGPT è in costante aggiornamento da parte del team di OpenAI che con modelli sempre più potenti cerca di tenere il passo ai competitor.
Subito dopo ChatGPT c'è Claude, il chatbot di Anthropic e forse il più importante competitor di OpenAI. Claude ha ottenuto una percentuale di preferenze del 3,7%, molto bassa rispetto a ChatGPT. Questo è sicuramente dovuto non a un divario tecnico bensì alla differenza di clientela: Anthropic richiede la maggiore età per formare un account (Sezione 1 della Accounts Conditions and Terms di Anthropic, fonte: support.claude.com/articles), mentre OpenAI no. Questo vuol dire che Claude si aliena tutti gli studenti minorenni, che sono una grande fetta di clientela di Google a quanto pare. Inoltre Claude è noto per consigli professionali, verificati e spesso precisi, dunque è chiaro che la sua clientela target sono i professionisti, non gli studenti.
Subito dopo Claude abbiamo tre sistemi AI che sono pari tra di loro: Notebook LM (2,5%), Gauth (2,5%), Copilot (2,5%). Sicuramente il primo di cui parlare è proprio Notebook LM: si tratta di un sistema AI fatto ad hoc per lo studio, dunque possiamo definire ironico il fatto che abbia solo il 2,5% delle preferenze. Gauth invece è molto più pratico e in lenta crescita, basta mandare una foto per ottenere soluzioni e spiegazioni, vince per velocità ma solleva dubbi sulla facilità con cui lo si può usare per copiare durante i test. Copilot è il chatbot di intelligenza artificiale di Microsoft, molto potente se si tratta di immagini, meno per ricerche o conversazioni. Tuttavia, Copilot sembra essere usato al pari di Gauth e Notebook LM, il che indica che probabilmente sta venendo riscoperto.
Alla fine, solo l'1,2% degli studenti ha scelto Grok, il chatbot di xAI, che a quanto pare ne ha ancora di strada da fare prima di colonizzare le scuole superiori. Il 5% degli studenti ha dichiarato che le soluzioni AI delle quali si avvalgono non sono tra quelle proposte dal sondaggio.
📚 La cultura sull'intelligenza artificiale: quanto gli studenti sanno davvero sull'argomento?
Le domande che seguono riguardano quanto gli studenti conoscono il mondo dell'intelligenza artificiale.
Alla domanda su chi è Sam Altman, fondatore e CEO di OpenAI, l'86,3% ha risposto di non averne idea, mentre solo il 13,8% ha risposto di conoscerlo.
Questo ci dimostra che la netta maggioranza degli studenti non conosce i personaggi più importanti dell'AI né le definizioni tecniche, ma che preferisce usare in pace questo nuovo strumento senza troppe informazioni al riguardo.
✍️ AI per i compiti: quanti studenti credono che possa essergli davvero utile?
La domanda successiva era: "Pensi che l'AI possa esserti utile nello studio?" (80 risposte)
Circa il 56,3% ha risposto di sì, che pensa gli sia utile nello studio in generale, questo dimostra quanto l'AI possa essere un ottimo strumento per lo studio se usata bene: evidentemente questi studenti si sono trovati bene nell'utilizzarla. Il 37,5% ha risposto, invece, che "dipende dalla materia ma in generale sì", un modo più permeabile di utilizzare l'AI durante lo studio. Infine, il 3,7% ha risposto "dipende dalla materia ma in generale no", e solo il 2,5% ha risposto "no, non lo penso". Una netta maggioranza a favore dell'utilizzo dell'AI come strumento di studio.
⚙️ Sul funzionamento dell'AI: quanti studenti sanno effettivamente come funzionano i chatbot che usano?
Sai effettivamente come funziona l'intelligenza artificiale? (80 risposte)
Alla domanda sulla propria conoscenza riguardo al funzionamento tecnico dell'intelligenza artificiale, il 56,3% ha risposto di capirlo ma solo al livello concettuale, mentre il 35% ha affermato di non averne idea e di usarla e basta. Solo l'8,8% degli intervistati ha affermato di conoscere la struttura di un LLM dal punto di vista tecnico. Questo mostra che non c'è ignoranza totale sull'argomento: il 56,3% sa al livello concettuale il funzionamento dell'AI. Questo è senz'altro un dato positivo, poiché nonostante i diversi interessi e punti di vista, la conoscenza al livello concettuale del funzionamento dei chatbot dei quali si servono ogni giorno c'è.
⚠️ Una leggera paura per il futuro…
Sembra che circa il 52,5% degli interrogati alla domanda "l'AI è pericolosa?" ha risposto "non attualmente ma forse in futuro". In pratica non è considerata un pericolo imminente, bensì un problema che può verificarsi con l'avanzare dell'evoluzione di questa tecnologia. Il 31,3% ha dichiarato che è pericolosa già da adesso per gli umani, un dato estremamente significativo poiché il 31,3% non è affatto poco. Il 13,8% ha affermato che non lo è e solo il 2,5% ha affermato che l'AI non sarà mai un problema in futuro. Gli studenti sembrano invece nettamente convinti riguardo alla divulgazione in ambito AI con l'87,5% che la ritiene necessaria e solo il 12,5% non la ritiene importante.
💡 Un'ispirazione per imparare…
"Ti interessa dal punto di vista tecnico?" (80 risposte)
Il 60% degli intervistati ha dichiarato che vorrebbe imparare di più sul funzionamento al livello concettuale dell'AI, questo indica una grande voglia di conoscere di più sull'argomento. Abbiamo il 17,5% che non intende informarsi, chiaramente per puro disinteresse, e il 22,5% che invece vorrebbe approfondire gli aspetti puramente tecnici che si celano dietro alla tecnologia dell'intelligenza artificiale.
🏢 Non solo i grandi libri possono avere belle copertine: domanda sull'egemonia delle big tech nel settore.
Alla domanda: "Credi che solo le grandi aziende possano creare chatbot?" (80 risposte)
Il 50% ha risposto "non lo so", una semplice e rispettabile risposta di chi semplicemente non è interessato all'argomento o non si è ancora informato del tutto. Mentre un dato incredibilmente positivo riguarda il 45% che crede che sia possibile realizzare un chatbot partendo da modelli open-source e API, un dato significativo che dimostra una sfumatura tecnica. Solo il 5% degli interrogati ha risposto "sì, solo le grandi aziende possono".
🎯 In conclusione
Capire e comprendere il mondo tecnologico che ci circonda è fondamentale in questa nuova era tecnologica, e i dati ci mostrano dati a tratti molto positivi a tratti un po' meno, ma considerando che nonostante le differenze di interessi e passioni si è raggiunto un dato positivo riguardo alle conoscenze al livello concettuale e applicativo dell'AI, il Zeta Computer Club può definirsi soddisfatto.
Il Z-CC continua nella sua opera di divulgazione sull'informatica e l'intelligenza artificiale e affianca ogni giorno gli studenti che vogliono imparare a muoversi in questa nuova grande era digitale.